ACCESSIBILITA'      FAQ     MAPPA DEL SITO      PRIVACY

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
  • Palazzo Chiablese
  • Sacra di San Michele
  • Area Archeologica di Industria
  • Castellamonte
  • Avigliana
  • Torino - Chiesa Paleocristiana di San Secondo
  • Cascata di Fondo in Valchiusella
  • Torino
  • Ivrea
  • Pecetto Torinese

  + 39 011.5220403        Piazza S. Giovanni 2, 10122 Torino       sabap-to@cultura.gov.it        sabap-to@pec.cultura.gov.it

EVENTI

EVENTI (114)

Martedì, 04 Giugno 2019 14:37

Preistoria e protostoria in ambiente montano: scoperte e ricerca territoriale, tutela e valorizzazione

 
 
La scoperta di Ötzi, il celebre uomo dei ghiacci, presenta molti elementi legati al caso e alla fortuna: gli escursionisti che l’hanno visto, un rifugio non lontano, il recupero in pochi giorni.
Ma quanti altri contesti e ritrovamenti in ambiente montano sono stati sottostimati o persi? Come riconoscere resti archeologici in montagna e come intervenire in maniera corretta?
In montagna - intendendo non solo ambienti d’alta quota, ma tutti i contesti su sommità e su versante, dalle Alpi agli Appennini e ai monti di Sicilia e Sardegna - la scarsa potenza delle stratigrafie, la difficile accessibilità, la rara frequentazione umana, le dinamiche ambientali di conservazione dei siti, caratterizzano la ricerca archeologica di contesti pre-protostorici rispetto a quella di altri ambienti. Le attività di valorizzazione e conservazione devono cercare di rendere visibili scoperte poco accessibili e di difficile tutela.
La presentazione di differenti esperienze, sia connesse a ritrovamenti occasionali che a campagne di ricerca pluriennali, contribuirà allo scambio di aggiornate metodologie di ricerca e di analisi.
L’incontro intende quindi portare l’attenzione su diversi aspetti e problemi dei contesti pre-protostorici in ambiente montano:
- identificazione dei contesti e metodologia
- ritrovamenti e ricerche
- conservazione e valorizzazione
 
Il Museo Nazionale della Montagna si trova al Monte dei Cappuccini, un’altura che domina il centro storico di Torino, al di là di Piazza Vittorio Veneto e il Po, sopra la chiesa della Gran Madre. 
http://www.museomontagna.org
Piazzale Monte dei Cappuccini 7, tel. 011.66.04.104
Per raggiungere il Museo:
- dalla stazione FS Porta Susa, linee 13 o 56, da piazza XVIII Dicembre a piazza Gran Madre
- dalla stazione FS Porta Nuova, linea 61, da via Nizza a fermata Gran Madre
Dalla piazza Gran Madre per salire al Monte dei Cappuccini, il monastero cinquecentesco che ospita il Museo: a sud della chiesa della Gran Madre (a destra se guardane la facciata della chiesa dalla forma che imita il Pantheon, dando le spalle al Po), prendete via Bonsignore, girate a sinistra in via Gioannetti e risalite, finché al termine della strada a destra dove prendete la Salita al CAI Torino.
Il Museo ed il Monte dei Cappuccini sono indicati con cartelli sulla strada.
 
 
Segreteria organizzativa / Organizational secretary
Gabriele Berruti
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
 
 
 
Venerdì, 31 Maggio 2019 10:03

OPEN HOUSE - PALAZZO CHIABLESE

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino
apre
Palazzo Chiablese
 
in occasione della terza edizione di OPEN  HOUSE Torino
8 e 9 giugno 2019
 
 
A cavallo fra il Duomo e la Piazzetta Reale, dalle stanze sfarzose di Palazzo Chiablese è passata tutta la storia di Torino.
Riplasmato in forme barocche nel XVIII Secolo dall’architetto Benedetto Alfieri,
questo edificio è iscritto alla lista Unesco con l’insieme di Residenze Sabaude.
Ora è sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e del Segretariato Regionale del Piemonte.

https://www.openhousetorino.it/edifici/palazzo-chiablese/

 

 

 
 

Sito web http://openhousetorino.it

 

Social 
Facebook https://www.facebook.com/OpenHouseTorino2017/ 
Twitter https://twitter.com/openhousetorino 
Instagram https://www.instagram.com/openhousetorino/ 
l’hashtag di condivisione è #openhousetorino

 

 

 

 

 

Mercoledì, 29 Maggio 2019 00:12

CONFERENZA STAMPA - 29 maggio 2019 ore 11.00 presso il Salone degli Svizzeri in "Palazzo Chiablese"

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

 

Giovedì, 09 Maggio 2019 14:53

CONVEGNO - Sistema CINEMA in Piemonte: le vie per la crescita e l'innovazione

 

 

 

 

Giovedì, 09 Maggio 2019 10:21

NUOVI DATI SULLE PRODUZIONI CERAMICHE A CHIERI

Nel 2015, durante la ristrutturazione di un edificio in via Albussano, sono stati rinvenuti i resti di una fornace, che sono stati indagati sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia del Piemonte. Della struttura, a pianta rettangolare e realizzata con pareti in argilla cruda, si conservano la camera di combustione e due prefurnia, ossia le gallerie interrate dove veniva posta la legna da ardere per creare il calore necessario a cuocere i manufatti ceramici. A causa della limitatezza dell’area di scavo, non era stato possibile accertare l’esatta estensione della fornace.

Nel 2018, durante lavori in uno stabile attiguo, è stato individuato uno degli angoli della fornace precedentemente rinvenuta. Le indagini archeologiche, condotte sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio della città metropolitana di Torino, hanno permesso di accertare, quindi, la reale estensione della fornace e di acquisire nuovi dati sulla struttura e sulla sua cronologia. Si tratta di un complesso di grandi dimensioni, simile da punto di vista planimetrico e strutturale alle fornaci bassomedievali e rinascimentali già documentate nel centro di Chieri (via Tana, complesso di Sant’Antonio, via dei Molini). Le analisi archeomagnetiche, effettuate dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Torino e dall’Istituto Nazionale della Ricerca Metrologica grazie a un contributo del Comune di Chieri, hanno permesso di puntualizzare la cronologia dell’utilizzo della fornace di via Albussano, che si data tra il 1633 e il 1757. L’uso della fornace, che doveva verosimilmente produrre materiali da costruzioni (mattoni, tegole etc..) è quindi avvenuto in concomitanza con la realizzazione di alcuni edifici di un certo rilievo tra cui anche il complesso della chiesa e del convento di Santa Maria della Pace, ubicato a pochi metri dal luogo dove è stata rinvenuta la fornace.

Nella conferenza che si terrà il 16 maggio presso il complesso di San Filippo a Chieri, verranno presentati i risultati preliminari della ricerca archeologica su questa nuova scoperta che arricchisce le nostre conoscenze sulla produzione di manufatti ceramici nel territorio chierese. Questa attività doveva, infatti, essere particolarmente fiorente a Chieri in età medievale e rinascimentale come attesta l’analisi integrata di fonti documentarie ed evidenze archeologiche.

 

 

 

 

Venerdì, 03 Maggio 2019 13:22

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI RESTAURO DEGLI AFFRESCHI DEL CASTELLO DI MASINO A CARAVINO (TO)

Sin dall’acquisizione da parte del FAI – Fondo Ambiente Italiano nel 1988 il Castello di Masino a Caravino (TO) è stato oggetto di innumerevoli e consistenti lavori che hanno interessato anche il parco e i rustici annessi.  Ora è finalmente possibile affrontare in modo coerente e omogeneo il restauro del ciclo di affreschi del Castello,  per valorizzare e raccontare un nuovo capitolo della famiglia Valperga, che ha abitato Masino per quasi mille anni e che nel tempo ha scritto la sua storia sulle pareti di ogni ambiente. Già nella fase preliminare di questo grande e complesso progetto di restauro sono state fatte scoperte eclatanti, che riguardano principalmente alcune stanze, in particolare il Salone dei Savoia, la Sala degli Stemmi, la Sala del Biliardo e la Sala dei Gobelins. La sala dedicata alla famiglia Savoia, infatti, ha già rivelato una sorta di “macchina del tempo”, una “via d’accesso” dall’Ottocento, epoca dell’allestimento della stanza voluto dalla contessa Eufrasia e finora mantenuto, al Seicento, secolo delle decorazioni nascoste dall’intonaco ottocentesco e ancora tutte da scoprire. Affreschi che, grazie al contributo di Deutsche Post Foundation, il FAI si impegna a restituire ai visitatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì, 18 Aprile 2019 13:55

Conversazione a Corte - MOBILI "SABAUDI" IN INGHILTERRA - Dai palazzi reali italiani ad Attingham Park

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì, 04 Aprile 2019 11:11

Salone Internazionale del Libro di Torino - 2019

Il Salone Internazionale del Libro di Torino, progetto di Associazione Torino, la Città del Libro e di Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, torna da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019 per cinque giorni di sconfinati incontri e dialoghi intorno ai libri e alla lettura. Il tema della 32° edizione è Il gioco del mondo, titolo di una delle opere più influenti di Julio Cortázar, scrittore che ha fatto della mescolanza di culture la propria forza. Una delle novità di quest’anno è lo spagnololingua ospite del Salone, tra le più parlate al mondo e capace quindi di unire popoli e paesi, da esplorare incontrando grandi autori provenienti dal Centro e Sud America.

 

Per scoprire tutto del Salone che verrà, iscriviti alla nuova newsletter del Salone del Libro, cliccando qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì, 12 Marzo 2019 14:43

GIORNATA NAZIONALE DEL PAESAGGIO 2019

Martedì, 05 Marzo 2019 10:19

RISCOPERTO IL “CUORE” ROMANICO DEL SANTUARIO DELLA CONSOLATA

È stato svelato il “cuore” romanico del Santuario della Consolata di Torino. Oggi viene restituita una pagina quasi sconosciuta della storia della città: davanti a nostri occhi ricompare infatti l’architettura imponente della antica basilica conventuale di Sant’Andrea, che i monaci fuggiti da Novalesa ricostruirono intorno all’anno 1000 nell’angolo nord-occidentale della città medievale. E' emersa la muratura laterizia esterna scandita da lesene, fregi di archetti pensili e monofore, ma anche le decorazioni interne, animate da fregi policromi e da ieratiche figure di profeti e santi, ciascuna illustrata da un cartiglio. I risultati presentati oggi confermano la sopravvivenza di un’importante testimonianza del medioevo torinese, che richiede ancora - per essere a pieno conosciuta e restituita alla fruizione - un lungo lavoro di indagine, studio e restauro cui la Soprintendenza intende porre attenzione e impegno.

 

Dopo 240 giorni di cantiere, grazie al sostegno della Fondazione CRT, sono tornati alla luce gli affreschi delle prime campate della storica Chiesa di Sant’Andrea, costruita nell’XI secolo, su cui venne eretto nel 1675 l’attuale tempio Guariniano.

 

I lavori di recupero sono stati condotti dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino.

I lavori di restauro hanno interessato le murature dell’antica chiesa ancora conservate nella cosiddetta Cappella del Convitto. Sono stati rimossi gli intonaci e le coloriture moderne, facendo riemergere alcuni “gioielli” nascosti, risalenti all’epoca romanica, restaurati anche con l’ausilio del laser.

Sulla parete Sud è apparsa una grande figura dalla veste colorata, nell’atto di protendere una mano verso l’alto e reggere con l’altra un cartiglio. Le parole scritte rivelano la possibile identità del personaggio: il patriarca Abramo.

Sulla parete Nord sono comparse due grandi figure inquadrate da elementi architettonici, che recano in mano dei cartigli.

Alla sommità delle pareti, nelle fasce decorate, si riconoscono due volti: uno maschile con grandi occhi, naso affilato e barba, il cui copricapo ci dice che potrebbe trattarsi di un monaco, probabilmente San Benedetto, come suggeriscono alcune lettere rinvenute ai lati (i primi monaci della chiesa di Sant’Andrea erano proprio benedettini); l’altro volto, femminile, col capo velato, è caratterizzato da uno sguardo intenso.

Non si è lavorato però solo al romanico. Nel catino absidale, di probabile costruzione seicentesca, è stata riportata alla luce una decorazione floreale, a ghirlande e motivi vegetali, nascosta dalle più recenti ridipinture, le cui tracce erano state rilevate già con le prime indagini.

 

Questo importante scoperta è il traguardo di un percorso avviato nel 2009 dal Santuario, in collaborazione con le Soprintendenze del Piemonte, con il primo cantiere di indagini che ha portato alla luce significativi elementi dell’architettura e della decorazione della prima chiesa, un unicum nel panorama torinese.

Il cantiere attuale è frutto di una sinergia di forze istituzionali con diverse competenze formalizzata nel 2018 attraverso la redazione di un protocollo d'intesa che è stato congiuntamente firmato dalla Soprintendenza, dal Santuario della Consolata, dalla Curia Arcivescovile, dall'Università di Torino, dal Politecnico di Torino, dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” e dalla Fondazione CRT. E' stato istituito un gruppo di lavoro composto da funzionari, docenti, tecnici e da liberi professionisti per valutare procedure e metodologie di intervento in vista della definizione di un piano di restauri complessivo, da cui ha preso avvio la fase più operativa del cantiere che ha condotto a questi ritrovamenti.

 

 

 

REFERENTE PER L'UFFICIO:  arch. Alessandra Gallo Orsi

 

 

 

 

CONTATTI

 

 

 

© 2021 SABAP-TO - applicazione web e design Gianluca Di Bella - System Integrator Calzia